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Herpes simplex 1 e 2

Virus

HERPES SIMPLEX




Virus:
L'agente infettante e' l'HSV (herpes simplex virus ), esistono due tipi di herpes virus umani, il tipo 1 e il tipo 2. Si tratta di virus relativamente grandi e complessi dotati di una molecola di DNA a due filamenti la quale ha la capacita' di codificare da 50 a 80 proteine.

La capacita' replicativa di questo virus si esplica con il montaggio del nucleo nelle cellule e successivamente il rilascio per gemmazione attraverso la membrana cellulare, rimanendo pero' avvolti in porzioni di membrana citoplasmatica e nucleare.

Da una serie di test compiuti sui DNA dei vari tipi di herpes si e' evidenziato che non vi e' alcuna parentela per quanto riguarda antigeni ed omologia. Fanno eccezione i due herpes simplex che sono invece molto simili tra loro.



Cenni clinici: L'herpes simplex e' un infezione virale gia' descritta dagli antichi egizi e caratterizzata da una o piu' lesioni primarie localizzate nella zona in cui il virus si e' introdotto nell'organismo. Altra caratteristica sono i periodi di latenza virale e la successiva tendenza a recidive che di norma compaiono nello stesso punto dove e' comparsa la lesione primaria.

Occorre evidenziare che chi e' affetto da herpes genitale non sviluppera' mai una recidiva nella zona orale e viceversa a patto di non infettarsi successivamente anche in quella zona. Occorre precisare che il rischio di autoinfezione in una altra zona del corpo ( ad es. trasportando il virus con la propria mano ) e' maggiore durante l'infezione primaria e decresce con il tempo ).

La riattivazione di un infezione latente provoca, in genere, una o piu' vescicole chiare, superficiali e su base eritematosa, di norma tende a cicatrizzare nel giro di un paio di settimane.

L'herpes simplex puo', come ogni altro virus colpire altre parti del corpo, tra queste ricordiamo gli occhi (  in fezione estremamente pericolosa ), le meningi, il fegato. E' doveroso precisare che nei pazienti adulti immunocompetenti questo genere di infezioni e' alquanto raro.

Solitamente la riattivazione e' dovuta ad agenti esterni anche se non si e' mai riuscitio a chiarire il meccanismo per il quale cio' avviene. Tra le principali cause di riattivazione possiamo enumerare lo stress, l'esposizione prolungata ai raggi solari, la stanchezza fisica, le malattie in generale.



Diagnosi: Di norma non e' difficile per un medico riconoscere le lesioni a colpo d'occhio ( data la loro specificita' ), ma esitono varie possibilita' di diagnosi clinica.

Si possono osservare al microscopio campioni delle lesioni per ricercare cellule giganti polinucleate, i cui neuclei conterranno inclusioni eosinofile.

I campioni pssono anche essere colorati con antisieri specifici marcati con fluorescina formando cosi' un complesso fluorescente quando illuminato con raggi ultravioletti.

Occorre pero' precisare che le due varianti del virus appaiono al microscopio elettronico troppo simili per poter essere distinte.Attualmente il sistema piu' sicuro e collaudato e' l'isolamento del virus da una coltura cellulare. l'HSV cresce molto bene in una ampia varieta' di linee cellulari fibroblastiche ed epiteliali.

La replicazione virale causa la degenerazione e la distruzione delle cellule cosa che rende sicura la diagnosi.
Altre possibilita' sono offerte dalle noderne tecniche PCR.


Cura:
Attualmente il trattamento d'elezione consiste nella somministrazione di aciclovir, valaciclovir o famciclovir sia nella formulazione topica che in quella orale.

Alcuni studi sembrano dimostrare che la formulazione topica sia di scarsa efficacia ma gli studi sono controversi. Nei pazienti che realizzano piu' di 6/8 recidive nel corso di un anno si ha l'indicazione per un trattamento soppressivo di lunga durata ( 6 o 12 mesi ) con lo scopo di dilatare il tempo tra le recidive. Attualmente e' anche disponibile un vaccino che garantisce buona copertura contro le recidive ma e' inefficace come protezione dall'infezione primaria.

Nel caso del trattamento con aciclovir e' assolutamente necessario intraprenderlo al piu' presto possibile, possibilmente durante la fase prodromica. Se non si dispone di farmaci un primo o trattamento ( abbastanza empirico ) puo' consistere nell applicare per circa 1 minuto un cubetto di ghiaccio sulla zona "formicolante" rimuovendolo e applicandolo nuovamente dopo 30 secondi.

Il tutto per almeno mezzora. Questo metodo si basa su una caratteristica del virus: In laboratorio ha dimostrato di essere particolarmente sensibile al freddo.

Alcuni pazienti trovano giovamento nell'assumere quotidianamente ( anche quando non hanno recidive ) un aminoacido, la lisina. Purtroppo gli studi effettuati su questo aminoacido hanno dato risultati contrastanti e si sospetta un effetto placebo.

Da evitare, assolutamente, tutti quegli pseudofarmaci che promettono miracoli. L'attuale tecnologia farmaceutica  e le attuali conoscenze medcico/farmaceutiche non ci permettono di realizzare alcun antivirale in grado di distruggere un virus.



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